martedì 7 maggio 2013

LO SPORT VERSO LA FAVORITA: DAL 30 MAGGIO AL 2 GIUGNO MANIFESTAZIONI DEL CONI



Al fine di rivalutare la fruizione del parco della Favorita da parte dei cittadini e  contribuire ad accreditare la candidatura della città di Palermo come “Capitale Europea dello Sport 2016” e “Capitale Europea della Cultura 2019”, il Coni Sicilia ha stilato un  programma  di manifestazioni che si svolgeranno  nel Parco della Favorita dal 28 maggio al 2 giugno. Tutti la cittadinanza potrà per  4 giorni usufruire gratuitamente di tutti gli sport che potranno praticare sotto la guida di tecnici qualificati del Coni. Nel corso delle giornate, sarà possibile anche assistere a spettacoli musicali e cinematografici, mostre fotografiche e esposizioni cinofili. Di seguito il programma di massima delle attività:
Giovedì 30 maggio:
Inaugurazione Expo dell’Arte e della Creatività,in collaborazione con la Consulta provinciale degli Studenti. Premiazioni dei Giochi Sportivi Studenteschi, in collaborazione con il MIUR – USR Sicilia. Festa finale regionale dei Giochi della Gioventù. Inaugurazione Expo fotografiche, Rapporto uomo-natura, le nostre riserve naturali . OmrelaP ovvero Palermo vista al contrario. Torneo di calcio e torneo di pallavolo. Contest musicale
Venerdì 31 maggio
Attività sportive open air, in collaborazione con le Federazioni Sportive Siciliane. Inaugurazione Area Salute. Inaugurazione Area Bio in collaborazione con Vivi Sano Onlus. Dagli Stadi alle Stelle, conferimento Stelle al Merito sportivo e medaglie al Valore atletico.
Sabato 1 giugno
Esposizione cinofila. Attività sportive open air, in collaborazione con le Federazioni Sportive Siciliane. Dimostrazioni presso Area Salute. Sportfilmfestival, 34° edizione del festival Internazionale di Cinematografia Sportiva.
Domenica 2 GIUGNO
Giornata Nazionale dello Sport. Festa provinciale Minibasket.

lunedì 6 maggio 2013

CALCIO, NINO BARRACO SI RACCONTA



“Il calcio è la mia vita, una passione che coltivo da quando ero bambino e sognavo di giocare in una grande squadra”. Esordisce così il marsalese Nino Barraco, mezzo secolo di vita, oggi attaccante in forza allo Sport Club Marsala 1912, con alle spalle una carriera di tutto rispetto iniziata nella stagione 1981-82 nel Lumezzane, poi un cammino proseguito indossando le casacche delle più prestigiose squadre siciliane. “Dopo essere tornato dalla Lombardia in Sicilia – dice l’attaccante -, ho iniziato a giocare nell’Aurora Marsala allenata da Andrea Chico, un tecnico che mi ha insegnato i segreti del calcio”. Le esperienze che lo hanno fatto crescere sia come uomo che come giocatore sono quelle legate al Trapani e al Palermo. “Resteranno gli anni più belli e intensi della mia carriera – ha poi continuato -. In quelle stagioni con Ignazio Arcoleo, uomo di grande professionalità e umanità, sono diventato un vero giocatore professionista: con lui ho pure giocato in serie B con la maglia del Palermo e, proprio all’esordio, ho segnato una delle reti più belle da quando sono in attività: quel giorno di fronte c’era il Brescia e non dimenticherò mai la folla dello stadio e l’emozione per avere festeggiato la mia prima presenza tra i cadetti con una rete. Temevo molto gli umori della gente perché venivo da mezza stagione giocata nella “rivale” Catania. Per fortuna andò tutto bene e con i tifosi del Palermo fu subito amore”. L’esperienza in serie B poteva essere un trampolino di lancio verso quel sogno che porta diritti nella massima serie ed invece non è stato così. “Rimpianti? Probabilmente non aver mai giocato in serie A: un vero peccato perché ho disputato tutti i campionati dai dilettanti fino alla serie B: sarebbe stata una vera e propria ciliegina sulla torta”.
Alle soglie dei cinquant’anni e pur avendo ottenuto il patentino di allenatore Nino Barraco non vuol saperne di appendere le scarpette al chiodo. Continua ad incantare con le sue magistrali punizioni e con quel tocco felpato disegna traiettorie dritte all’incrocio dei pali che, ancora, lasciano di sasso molti portieri. “Mi allenano ancora come fa un professionista, con tutti i sacrifici che comporta alla mia età e ho tanta voglia di giocare”. 
Jack Ballarò

domenica 5 maggio 2013

PRESIDIO ROSANERO AL POLITEAMA



Palermo dimostra sempre il suo orgoglio rosanero, qualora ce ne fosse ancora bisogno. Ieri, al termine della gara che ha visto la sconfitta del Palermo a Torino, e sancito lo scudetto matematico per i torinesi, un gruppo di tifosi palermitani si è radunato a Piazza Castelnuovo, sede, da sempre, dei festeggiamenti storici dei tifosi palermitani. I rosanero hanno scandito cori del tipo "A Palermo non si festeggia" e, poi ancora "Voi non siete palermitani". In verità i simpatizzanti juventini presenti erano davvero pochi, una decina. Il presidio rosanero, anti-juventino non ha portato incidenti, poi il gruppo si è spostato davanti il Teatro Massimo.
“A Palermo c’è solo il Palermo, ci tifiamo da sempre, anche quando eravamo in serie C e non esiste altra squadra al di fuori di quella rosanero” dicevano i presenti.
Jack Ballarò

OLTRE LO SPORT, CULTURA E MEMORIA: COSIMO CRISTINA GIORNALISTA EROE



Questa volta non ci occupiamo di sport ma di cultura e di ricordare un giornalista quasi dimenticato per molto tempo. In occasione dell’anniversario dell’uccisione del giornalista termitano Cosimo Cristina, su iniziativa della IISS “Stenio”, della Rivista Espero e del Forum delle Associazioni è stata  organizzata una iniziativa  “per far memoria” del giovane giornalista termitano “suicidato” da Cosa Nostra.
La manifestazione che si svolgerà lunedì 6 maggio 2013 alle ore 11,30 presso l’IISS Stenio a Termini Imerese, prevede la mostra di alcune pagine della Rivista “Prospettive Siciliane”, il giornale fondato e diretto da Cosimo Cristina, e i lavori degli studenti  dell’IISS “Stenio”. Inoltre è previsto un  dibattito a cui prenderanno parte Angela Marramaldo, dirigente scolastico dello stesso istituto,  Luciano Mirone, giornalista e autore di un libro sugli otto giornalisti uccisi in Sicilia, Alfonso Lo Cascio, Direttore della rivista Espero, Agostino Moscato, presidente del Forum delle Associazioni, Paola Balsamo e Giusy Conti, insegnanti dell’IISS Stenio e che in passato hanno curato progetti per ragazzi sulla figura di Cosimo Cristina.

Chi era Cosimo Cristina

Con spirito di assoluta obiettività, in piena indipendenza da partiti e uo­mini politici, ci proponiamo di trat­tare e discutere tutti i problemi inte­ressanti dell’Isola, avendo come no­stro motto: senza peli sulla lingua. Tutto questo perché noi vogliamo che la Sicilia non sia solo quella fol­cloristica delle cartoline lucide e stereotipate, né quella delle varie figurazioni a roto­calco e di certa stampa deteriore, per intenderci la Sicilia di Don Calò Vizzini e di Giuliano, ma la Sicilia che faticosamente si fa strada come pulsante cantiere di lavoro e di rin­novamento industriale. Si legge così nell’editoriale del primo nume­ro di Prospettive Siciliane, il giornale da lui fondato, e dalle cui colonne ha probabil­mente firmato la pro­pria condanna a morte. Cosimo Cristina sembra tracciare il suo pro­filo: un cronista onesto, brillante, “senza peli sulla lingua”, che verrà ucciso per aver detto veri­tà scomode e per aver avuto il solo torto di amare la propria terra, di privilegia­re la verità e la giu­stizia e di credere che la legalità fosse più forte di qual­siasi potere criminale.
Quella di Cosimo è la storia di un giornalista scomodo.
Cosimo Cristina nasce a Termini Imere­se l’11 agosto 1935. Tra il 1955 e il 19­59 collabora come corrispondente per il giornale L’Ora di Palermo, per Il Giorno, per l’agenzia Ansa, per il Corriere della Sera, per Il Messaggero e per Il Gazzettino. Nel ’59, fonda il settimanale Prospettive Siciliane. Può finalmen­te affermare ciò che i giornali con cui collabora non gli permettono di scrivere. Da subito Prospettive Sici­liane raccontò la mafia di Termini e della Madonie in anni in cui nessu­no osava nemmeno nominarla. Ini­ziano per Cosimo le minacce e le querele. Tante le inchieste da lui condotte: l’omicidio del sindaca­lista Salvatore Carnevale e del sa­cerdote Pasquale Culotta, avvenuta a Cefalù nel 1955, la morte di Ago­stino Tripi, il pro­cesso per l’omicidio di Car­melo Gial­lombardo. Il pome­riggio del 5 mag­gio 1960, ad appena 25 an­ni, Cosimo Cristina viene ritrovato privo di vita nel tun­nel ferroviario di contrada Fossola, tra Termini e Tra­bia. Non viene nemmeno disposta l’autopsia: per gli inquirenti si trattava di suici­dio. Ma i dubbi già allora erano tan­ti, qual­cosa non quadra. Nella ta­sca della sua giacca vengono ritro­vati due biglietti, sulla cui autentici­tà la famiglia ha dubitato sin dal pri­mo momento: ma stranamente non è mai stata eseguita nessuna perizia calli­grafica.
Cosimo Cristina è stato ucciso dalla mafia, anzi più precisamente suici­dato da Cosa Nostra, qualcuno az­zarda, ma come spesso accade in questi casi, nessuno sa niente, chi sa non parla, chi parla viene fatto tace­re e, a parte qualche articolo del so­lito cronista rompiscatole, a nessuno interessa più di tanto. Il caso viene ria­perto sei anni dopo: grazie al vice questore di Palermo, Angelo Man­gano, è riesumata la salma e final­mente viene eseguita l’autopsia, ma effettuata dopo tanti anni, finisce per confermare l’ipotesi del suicidio. Da allora il caso Cristi­na è definitivamente archiviato. Una spessa coltre di o­blio venne ste­sa sul giovane che viene vergo­gnosamente dimenti­cato.
Nel corso degli ultimi anni vi è stato un lento recupero della memoria storica del coraggioso giornalista, attraverso inchieste su libri e giornali, il lavoro di diverse scuole termitane che hanno incluso nei loro progetti sulla legalità la figura di Cosimo Cristina, l’intitolazione di una strada al giovane su proposta della rivista Espero, l’inserimento del pannello su Cosimo, da parte dell'Ordine dei Gior­nalisti di Sicilia, nella mostra dedicata ai cronisti italiani uccisi. E per  il cinquante­simo anniversario della mor­te del co­raggioso giornalista, il 5 maggio del 2010, su iniziativa della rivista Espero, insieme al Comune di Termini Imerese e all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, è stata col­locata una lapide nel luo­go in cui venne rinvenuto il corpo.

PALERMO, SCONFITTA CHE FA MALE



Alla fine rimpiangeremo i punti persi, strada facendo, con Bologna, Siena, Pescara, Atalanta, Udinese (fuori) e la lista potrebbe proseguire. Certo non era oggi che al Palermo si chiedevano gli straordinari, nella giornata in cui la Juventus ha vinto lo scudetto matematicamente. Però forse quel calcio di rigore, generoso, ha lasciato tutti con l’amaro in bocca. I rosanero di Sannino hanno fanno quello che potevano contro un avversario decisamente più forte. Anzi, sono riusciti a reggere fino al momento del rigore, realizzato da Vidal (un minuto prima Miccoli ha pure colpito il palo, alla destra di Buffon). Poi, Pirlo e compagni, hanno tenuto in mano le redini del match, attendono il momento giusto per colpire l'avversario e sono riusciti a mantenere il vantaggio fino alla fine. La sconfitta riduce le speranze di salvezza del Palermo, anche se mercoledì, nel turno infrasettimanale si deciderà praticamente tutto.

Jack Ballarò

venerdì 3 maggio 2013

VERSO JUVENTUS-PALERMO. STEFANO SAITTA: «SARA’ SICURAMENTE SPETTACOLO»


«Sarà sicuramente una bella partita; avvincente e spettacolare tra due squadre che, per opposti traguardi, vorranno ottenere il massimo risultato». Non ha dubbi Stefano Saitta, da otto anni presidente provinciale della Federcalcio palermitana, che assisterà domenica prossima alla gara Juventus –Palermo con un cuore che batterà forte per i rosanero, impelagati nei bassifondi della classifica di serie A.
«Quando ho prenotato – continua il massimo dirigente provinciale – il biglietto dell’aereo, per Torino, lo scorso mese di ottobre, non pensavo che avrei assistito ad una gara così decisiva e importante: con la Juventus che si gioca lo scudetto e il mio Palermo alla ricerca di punti salvezza. In ogni caso, da rosanero, sosterrò la squadra e confido nei tanti palermitani che abitano in Piemonte e nel nord Italia che non faranno mancare il loro apporto di tifo e calore. Sono fiducioso anche per questo finale di campionato dei rosanero».
Jack Ballarò

giovedì 2 maggio 2013

IL “FILO BLU” DEL MARE TRA MOSTRE, PROIEZIONI E LABORATORI



Video-documentari, spettacoli teatrali, mostre, multivisioni, laboratori per bambini. Continua a costellarsi di eventi il calendario del Circuito del mare. Eventi che uniscono arte e letteratura, cinema e teatro. Uniti dal filo "blu" del mar Mediterraneo. 
Ci saranno i racconti della scrittrice Elisabetta Jankovic, vincitrice del Premio Andersen, che verranno messi in scena dalla stessa scrittrice e dalla Compagnia dell'Ombrellone. Da "Re Tlo e la Sirena" a "Storia di un'isola che credeva di essere una barca a vela".
Da non perdere, poi, l'appuntamento con le multivisioni di Gaetano Anzalone e Franco Caronia, i fotografi vincitori del Plongeur d'Or al Festival mondiale de l'image Sous-marine di Marsiglia: da non perdere la multivisione "Colapesce", in cui le immagini fotografiche di Anzalone e Caronia si fondono magicamente con i colori degli acquerelli di Lycia Trapani mostrando un Colapesce (interpretato da Michele Rallo) che si muove in modo naturale sotto il mare e per il quale il mare e le sue bellezze sono rifugio sicuro e sereno lontano dalla contaminazione della civiltà.
Il Circuito del Mare è anche arte, a partire dalla mostra di Ivan Jackhnagiev, tra i principali pittori contemporanei bulgari e autore di decine di performance in giro per il mondo. Spazio anche alle foto che indagano lo spettacolo della natura, con la mostra fotografica "Le cave di calcarenite di Favignana".
In un cartellone così ricco non può mancare il cinema con i due documentari "Paradisola" e "O' mare" di We cross the line, crew di artisti italiani, da anni trapiantati in Belgio. 
Per i più piccoli (ma non solo per loro) spazio ai laboratori, in cui l'arte visiva si unisce alla biologia. Con il fine ultimo di promuovere attraverso il gioco la conoscenza del mare, l'educazione a comportamenti ecosostenibili e, perché no, la riscoperta delle tradizioni secolari legate al mar Mediterraneo.
In questa ottica di sensibilizzazione alle pratiche ecosostenibile e alla tutela del mare, uno degli obiettivi cardine del Circuito, si inserisce la prova di nuoto di fondo di Favignana: organizzata nell'ambito di due giornate di turismo sportivo promosse da Extrema a.s.d in collaborazione con la Lega Navale di Favignana e l'Area Marina Protetta delle Isole Egadi, la prova unirà a bracciate i 5,5 km che separano le isole di Levanzo e Favignana. Promotore dell'evento è Mauro Giaconia, il recordman del nuoto estremo italiano che sta preparando una delle sue più straordinarie imprese in solitario, una 150 km di nuoto no-stop sul fiume Ebro, in Spagna.